Stamane vedo un servizio di due giornalisti de La Repubblica su Fabiola Gianotti, e sul CERN.
Trovo veramente stupido il titolo del servizio " Io tra dio e il Big Bang " tra virgolette, come se fosse una affermazione della signora Gianotti. Poi intercalato tra un po' di descrizione delle attività che si svolgono al Cern e un po' di banalità riguardo la scienziata si arriva al punto incriminato con le domande:
"Cercate Dio? "
"No. Non credo che la fisica potrà mai rispondere alla domanda. Scienza e religione sono discipline separate, anche se non antitetiche. Si può essere fisici e avere fede oppure no. È meglio che Dio e la scienza mantengano la giusta distanza."
La signora Gianotta ha risposto diplomaticamente ma al posto suo avrei mandato a cagare il giornalista per una domanda che solo un mentecatto o un plagiato da oratorio o da overdose di catechismo poteva fare.
Ma non contento il giornalista si ripete in una altra domanda già vecchia,trita e ritrita, che solo uno che vuole insistere sul discorso Dio può far finta di non conoscere la risposta
Trovo veramente stupido il titolo del servizio " Io tra dio e il Big Bang " tra virgolette, come se fosse una affermazione della signora Gianotti. Poi intercalato tra un po' di descrizione delle attività che si svolgono al Cern e un po' di banalità riguardo la scienziata si arriva al punto incriminato con le domande:
"Cercate Dio? "
"No. Non credo che la fisica potrà mai rispondere alla domanda. Scienza e religione sono discipline separate, anche se non antitetiche. Si può essere fisici e avere fede oppure no. È meglio che Dio e la scienza mantengano la giusta distanza."
La signora Gianotta ha risposto diplomaticamente ma al posto suo avrei mandato a cagare il giornalista per una domanda che solo un mentecatto o un plagiato da oratorio o da overdose di catechismo poteva fare.
Ma non contento il giornalista si ripete in una altra domanda già vecchia,trita e ritrita, che solo uno che vuole insistere sul discorso Dio può far finta di non conoscere la risposta
| " Ma avete chiamato il Bosone di Higgs "la particella di Dio". "Mai uno scienziato ha avuto l'ardire di definirla così. Lo dobbiamo all'editore del libro scritto dal premio Nobel Leon Lederman. Voleva rivestire l'opera con un velo letterario di sicuro effetto. Lederman aveva suggerito un altro titolo, La particella dannata , perché ci aveva fatto disperare, l'avevamo cercata per decenni. È senza dubbio una particella speciale, ma avvicinarla a Dio è una sciocchezza". |
Pensereste che a questo punto la questione Dio dovrebbe esser messa da parte ma niente da fare siamo alla apoteosi. "Rispetto la sua opinione. Ma un suo collega di fede anglicana che insegna nanotecnologia a Oxford, Andrew Briggs, dice che non è neppure il caso di scegliere tra Dio e scienza. Li tiene assieme e cita il salmo all'ingresso del laboratorio Cavendish dell'università di Cambridge: "Grandi sono le opere dell'Eterno, ricercate da tutti coloro che si dilettano in esse". Suona come un inno alla vostra professione. Chi non è aiutato dalla fede può esserlo da qualche grammo di follia? "Non follia, ma creatività. Forse le due cose hanno confini che possono sembrare comuni quando si addentrano nello spazio del sogno. Lo scienziato deve essere capace di sognare. Ho sempre pensato che il mestiere del fisico si avvicini a quello dell'artista perché la sua intelligenza deve andare al di là della realtà che ha ogni giorno davanti agli occhi. Credo che la musica e la pittura siano le arti più prossime alla fisica ". Altra risposta diplomatica per non buttare fuori a calci nel culo gli intervistatori. Fortunatamente per loro la signora Fabiola oltre che per intelligenza si distingue anche per una garnde pazienza e cortesia. |
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